
L'ARGENTINA E' UN PAESE CON IL NOME DI DONNA
Articolo apparso sulla rivista LibriCk la rivista per gli scrittori, n.9 ottobre 2024
Nel periodo della dittatura militare argentina tra il 1976 e il 1983, si calcola che scomparvero circa 30.000 persone, durante quella che venne chiamata Guerra Sucia. Il termine usato per definire queste vittime è desaparecidos che significa propriamente ‘scomparsi’ e il numero indicato ha valore simbolico della lotta per i diritti umani in Argentina.
Proviamo a immaginare.
Immaginiamo per un momento migliaia di massacri e condanne a morte eseguite per le strade dalla Triple A, lo squadrone che agiva impunemente e con il benestare del Governo. Lo chiamarono ‘Processo di riorganizzazione nazionale’ e più che mai, la morte divenne libera, mettendo alle strette la vita. Ma quando la stessa morte risultò troppo ‘scomoda’ ed eclatante, allora la dittatura inventò una sorta di atto magico: la magia più perversa che si possa immaginare.
Niente più attentati, niente discariche in cui gettare i corpi, niente sparatorie nelle carceri, niente omicidi alla luce del giorno. I perseguitati, le vittime, sarebbero scomparsi. Semplicemente non sarebbero più stati lì: rapiti e fatti sparire da un giorno all’altro, come a far credere che, poiché non c’erano corpi, né prove, nessuno avrebbe potuto accusare i militari di alcun crimine...
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